 |
|
 |
 |
 |
| Oscar e Ultratest |
 |
L'esame Ultratest (test combinato tra bi-test sul sangue venoso materno e traslucenza nucale del feto) si effettua tra l'11a settimana + 4 giorni e la 14a settimana e ha lo scopo di stimare il rischio che il feto sia affetto da anomalie del numero dei cromosomi, in particolare dalla trisomia 21 (sindrome di Down) o dalla trisomia 18 (sindrome di Edwards).
Consiste in un'ecografia esterna (tramite la quale si misura la lunghezza del feto, lo spessore della "traslucenza nucale" e si visualizza la presenza o assenza dell'osso nasale) e un prelievo di sangue attraverso il quale si misura la concentrazione di sostanze prodotte dalla placenta (freeBetaHCG e PAPP-A). L'esito integrato di questo esame sarà disponibile dopo 10-15 giorni.
L'esame Oscar, invece, consente di ottenere il risultato combinato dell'esame in giornata. La paziente che risultasse a rischio, pertanto, potrebbe immediatamente effettuare l'esame invasivo (villocentesi) ed ottenere nel giro di pochi giorni un risultato preliminare.
In poche ore così può essere concluso l'iter diagnostico per la patologia cromosomica, riducendo drasticamente i tempi di attesa e la conseguente ansia per la gestante.
In questo modo si ottiene una diagnosi definitiva sull'assetto cromosomico del feto entro i primi tre mesi di gravidanza.
Attendibilità dell'esame: questo esame non è un test diagnostico in grado di riconoscere se il feto è malato o sano, ma fornisce la miglior stima possibile della probabilità che il feto possa essere affetto da anomalie cromosomiche. Il risultato è espresso come la possibilità di avere un feto affetto su un numero più o meno grande di feti normali. Ad esempio 1 su 500, 1 su 3.000 o 1 su 80. Spetta alla donna e alla coppia, coadiuvati dalla consulenza di un medico esperto in diagnosi prenatale, decidere se un certo valore di rischio li induca ad affrontare procedure diagnostiche invasive come la villocentesi o l'amniocentesi.
La coppia che vuole la certezza diagnostica non deve quindi sottoporsi a questo esame, che per quanto preciso, non fornisce una diagnosi, ma appunto una stima del rischio.
Interpretazione del risultato: l'interpretazione del risultato richiede sempre un colloquio con il ginecologo, in particolare è opportuno uno specifico approfondimento con lo specialista se compare sul referto l'avviso "Rischio Aumentato".
Se compare sul referto "Rischio Intermedio" può essere indicato, sempre previo colloquio con lo specialista, il Multi-test sequenziale del secondo trimestre di gravidanza
|
|
 |
|
 |
|
 |